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Associazione Donatori Midollo Osseo – Vereinigung der Knochenmarkspender – Associazion Donateures de miola

admin IL gennaio - 26 - 2010

dsc_0876SALORNO. «Il 26 gennaio, per me, è un secondo compleanno. Esattamente 5 anni fa, infatti, sono rinato grazie al trapianto di midollo osseo». Claudio Tait, 34enne di Salorno, non ha scelto una data qualunque per raccontare la sua storia – di gioia e sofferenza al tempo stesso – e fare un appello per trovare nuovi donatori. «Ho rischiato di morire e so di essere stato molto più fortunato di altri. A salvarmi la vita è stato un ragazzo tedesco, di Ulm, che non ho mai avuto la fortuna di conoscere».
Claudio oggi è un ragazzo normale, come tanti altri. Ha un lavoro che gli piace («sono l’addetto alle garanzie alla Melian, l’azienda che importa e distribuisce in Italia i veicoli Tata») e una ragazza, Sabrina, con la quale trascorre il tempo libero, pianifica i viaggi e pensa al futuro. Affronta la vita di slancio, con entusiasmo, perchè non ha dimenticato il suo calvario. «Una delle foto a cui sono più legato è quella di tre anni fa, in barca, in Sardegna. È stato il primo viaggio dopo la leucemia e con le dita della mano faccio una V, in segno di vittoria».
Ma la storia di Tait inizia nel settembre 2004. Si sentiva debole, ma aveva dato la colpa allo stress. «In quel periodo lavoravo parecchio e avevo poco tempo per pensare ad altro. Ma i giorni passavano e i disturbi erano sempre di più: dolori alle ossa e ai muscoli, cefalee, problemi di digestione, mal di stomaco e febbre alta accompagnata da formicolio in tutto il corpo, persino alla bocca».
Claudio ha fatto le analisi del sangue ed è stato convocato in gran fretta all’ospedale di Bolzano. «Sono rimasto a lungo in silenzio, in attesa di conoscere il mio destino. Nel reparto di ematologia ho capito che i miei problemi erano dovuti al midollo osseo. Avevo la leucemia».
Tait, che all’epoca non aveva nemmeno trent’anni, ha pensato di fuggire. «Ero disposto a lavorare anche 20 ore al giorno pur di uscire da lì. Poi, però, ho capito di dover utilizzare le forze che mi erano rimaste per combattare la malattia. Ma non ero solo: accanto avevo la mia famiglia e gli amici».
I medici lo hanno letteralmente strappato alla morte. «La mia salute era quasi del tutto compromessa. Il primo ciclo di chemioterapia è stato pesantissimo. Ho rischiato di morire».
Tait non ha avuto nemmeno il tempo di fermarsi a riflettere e ha dovuto fare i conti con la seconda brutta notizia in pochi giorni. «La mia forma di leucemia presentava un’alterazione cromosomica tale che le terapie convenzionali non sarebbero bastate per farmi guarire. L’unica salvezza possibile era un trapianto di midollo. Ma dovevo trovare un donatore».
Il primo a sottoporsi all’esame è stato suo fratello Fabrizio, che aveva il 25% di possibilità di essere compatibile. «Ma non è andata bene». La buona notizia, però, è arrivata da Ulm, in Germania. «C’era un donatore compatibile, un ragazzo di 25 anni che pesava 92 chili. Per una questione di privacy non so nemmeno come si chiama». Il 26 gennaio 2005 è stato il giorno del trapianto. «Ricordo quel periodo: le radioterapie a Vicenza, le chemio di preparazione e la camera sterile. Il dottor Rosanelli mi portò la sacca di staminali facendomi l’occhiolino. Quella sacca mi ha salvato la vita. Oggi voglio ringraziare tutti, medici e infermieri del reparto di ematologia, e fare un appello: se hai tra i 18 e i 37 anni pensaci un attimo. Dall’altro capo del mondo c’è uno sconosciuto che chiede aiuto e tu potresti essere l’unico in grado di salvarlo».

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Alto Adige del 26.01.2010 MARTEDÌ, 26 GENNAIO 2010

Pagina 20 – Provincia

Salorno. Il 34enne fa un appello per trovare donatori di midollo osseo

Claudio Tait a 5 anni dal trapianto «Oggi festeggio la mia rinascita»

Articolo di Massimiliano Bona

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